Lavoro nella ristorazione

Diritto Archive

L’organizzazione del lavoro in un ristorante, così, come ogni altro ambito lavorativo, necessita di una efficace strategia di gestione del personale. E’ da tali strategie che dipende l’efficienza del personale e la qualità finale del servizio. Nello specifico ambito della ristorazione, entra anche in gioco il fattore “turni“: cioè, il personale è organizzato per turni onde evitare sovraccarichi di lavoro e quindi la potenziale riduzione della qualità del servizio reso. In questo senso bisogna prendere come linea guida il CCNL che disciplina il lavoro per turni, domeniche e festivi, recuperi, e pause. Ogni variazione di turno deve essere documenta per calcolare le ore complessive effettuate. E’ responsabilità del Direttore, Manager, Gestore, o chi per lui, la gestione degli orari di lavoro, anche prevedendo assenze impreviste del personale. Tale [&hellip

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La fatturazione elettronica sta diventando una realtà, nonché un obbligo, per tutti gli esercenti italiani. Se, infatti, fino a poco tempo fa la fatturazione elettronica era un obbligo esclusivamente per chi si trovava a lavorare – e dunque fatturare – con la Pubblica Amministrazione, dal primo gennaio 2019 invece diventerà un obbligo per tutti, anche nei rapporti con i privati cittadini. I ristoranti, le pizzerie e le tavole calde non sfuggiranno ovviamente a questo obbligo. Ma come cambia lo scenario del mercato della ristorazione? Quali adempimenti dovranno sostenere i ristoratori? Ecco una piccola guida all’argomento. In che cosa consiste la fatturazione elettronica La fatturazione elettronica in vigore da gennaio 2019 è un obbligo imposto per legge con lo scopo di riuscire a prevenire in modo [&hellip

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Le app per i ristoratori L’importanza di un giusto strumento sul web Le app sono uno strumento molto utile nell’ambito della ristorazione. Attraverso di esse un ristoratore può gestire in maniera veloce tutta una serie di funzionalità, come per esempio le prenotazioni, il menù, la sala gli ordini per la consegna a casa. Gran parte di questi strumenti sono collegati a dei software gestionali che sviluppano le loro funzionalità. Ma quali sono le migliori app per ristoratori presenti sul web? Di seguito andremo a proporre le cinque app più considerate. Le 6 migliori app per ristoratori Di app per ristoranti ve ne sono moltissime, ma non può essere stilata una vera è propria classifica. La differenziazione si ha in base a quelle che sono le [&hellip

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Nel servizio di somministrazione di alimenti e bevande l’IVA è sempre dovuta, anche da parte dei clienti stranieri. Nel caso di vendita di prodotti alimentari o di altro tipo, l’applicazione o meno dell’Iva è legata alla tipologia del cliente: se è privato o professionista, se è europeo o extra-europeo. E’ bene ricordarsi che nel conto del ristorante va sempre conteggiata l’Iva, anche se il cliente è straniero; gli unici a non applicare l’Iva sono i ristoratori di Livigno e Campione d’Italia. E’ utile sapere che l’Iva sulle prestazioni di somministrazione nei ristoranti e bar e sui cibi confezionati  è del 10 % mentre l’Iva sulle bevande è del 22 %. Quindi se un cliente straniero ci chiede di togliere l’Iva  noi cortesemente dobbiamo rispondere che [&hellip

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La salvaguardia della sicurezza alimentare passa da una serie di semplici ma importanti regole e norme di comportamento da seguire scrupolosamente, in merito all’igiene personale e delle cucine professionali. Una serie di normative europee regolano, dal 1977 la sicurezza alimentare nel settore ristorazione per garantire alti standard di pulizia nei luoghi ove il prodotto alimentare viene realizzato e servito. Vediamo dunque alcune fondamentali regole per l’igiene nella ristorazione, allo scopo di evitare rischi o spiacevoli inconvenienti: – Cura dell’igiene personale e dell’abbigliamento: tagliare le unghie, senza utilizzare lo smalto e lavare le mani con sapone e acqua calda, evitando di indossare anelli, bracciali o orologi, potenziali catalizzatori di batteri. Ricordarsi di asciugare le mani con asciugamani puliti e possibilmente monouso, per evitare contaminazioni batteriche. Indossare [&hellip

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Il divieto di fumo

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Fumare nei locali aperti al pubblico, è vietato: il divieto è stato stabilito dalla cosidetta Legge Sirchia a partire dal 10 gennaio 2005 e da allora è in vigore. quello che è cambiato, nel 2009, è il ruolo del titolare o gestore del locale: non è infatti più una loro responsabilità richiamare formalmente i trasgressori all’osservanza del divieto di fumare e segnalare, in caso di inottemperanza al richiamo, il comportamento dei trasgressori ai pubblici ufficiali o agenti competenti per applicare le sanzioni previste. lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato (la 6167/09), che ha confermato la decisione del Tar del Lazio sulla parziale illegittimità della circolare del ministero della Salute datata 17 settembre 2004. Con quel provvedimento si dava attuazione all’articolo 51 della [&hellip

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La notizia arriva dalla FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – che, per quando riguarda i cani è stata redatta sulla base delle disposizioni del Regolamento CE n. 852/2004”. La novità più eclatante è che addetti delle ASL o polizia municipale o NAS non potranno comminare multe ai gestori dei pubblici esercizi se trovano un cane nel locale, a meno che non circoli nelle cucine. Questo non significa, naturalmente, che il titolare abbia l’obbligo di accettare animali domestici. La scelta rimane in capo al titolare se accoglierli o meno. Quindi, i proprietari possono farli entrare, evitando ovviamente che gli stessi possano frequentare le zone dedicate alla preparazione e manipolazione del cibo: vietato farli accedere a cucine, laboratori e retro banchi. Non è un obbligo quindi, [&hellip

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