Tutti sanno cosa sia il Dom Pérignon, ma pochi in realtà sanno chi sia Dom Pérignon. Secondo alcune fonti la marca francese dello champagne più famoso del mondo prenderebbe il nome da un monaco benedettino, Pierre Pérignon, che nel lontano XVII secolo avrebbe inventato il vino con le bollicine. Nel 1688 Dom Pierre mette in atto il procedimento che per la prima volta rende i vini di Champagne, in origine rossi e fermi, “spumanti”, cioè dotati di schiuma e bollicine. Monaco di “professione” e fine enologo per passione, Pérignon si dedicò alle vigne dell’abbazia di Hautvillers, nella regione francese della Champagne, dove era entrato nel 1668 come tesoriere e economo. Tra le sue mansioni era prevista anche la cura delle vigne, un lavoro che lo [&hellip

I grandi personaggi della ristorazione: Marie-Antoine Carême
Marie-Antoine Carême (1783-1833) sta alla cucina come César Ritz sta all’arte dell’ospitalità. Ciò che li accomuna è senz’altro il fatto di essere stati autori di una grande rivoluzione all’interno del loro ambito lavorativo ma anche il soprannome che è stato loro affibbiato: come Ritz era noto come “re degli albergatori e albergatore dei re”, così Carême venne presto nominato il “cuoco dei re e il re dei cuochi”. Sebbene gran parte della sua vita sia trascorsa a contatto con l’alta società e in ambienti di lusso, le origini di Carême sono molto umili. Ultimo di quindici figli, all’età di otto anni viene abbandonato dal padre, operaio squattrinato incapace di provvedere a tutta la famiglia. Questa circostanza drammatica si rivelerà in realtà una grande occasione per [&hellip

Antoine Augustin Parmentier
Se vi è capitato di visitare Parigi, molto probabilmente girando con il métro vi sarete imbattuti in una stazione un po’ particolare che ospita una singolare esposizione sulle patate. La stazione si chiama Parmentier, come Antoine Augustin Parmentier (1737-1813), l’agronomo che per primo comprese l’importanza nutrizionale delle patate, rivoluzionando le abitudini alimentari e la cucina occidentale. Il fatto che la capitale francese abbia voluto dedicargli una stazione della metropolitana, con tanto di mostra permanente a imperitura memoria, fa capire quanto il personaggio sia ammirato e celebrato. Parmentier è stato il promotore di una piccola rivoluzione culturale e alimentare: farmacista, chimico e agronomo, studiò le proprietà nutritive delle patate, riabilitandole e sforzandosi di promuoverle come ortaggi nutrienti e salutari. Fino a quel momento infatti, il tubero [&hellip

Film e cucina: 5 chef sul grande schermo
Quello tra il cinema e la cucina è un amore di lungo corso, un abbinamento che si rivela spesso e volentieri vincente. Scorrendo le uscite al cinema degli ultimi anni, non faremo fatica a trovare esempi di pellicole che infarciscono le loro trame con ricette, lunghe scene di pranzi e cene e personaggi dalle spiccate capacità culinarie. D’altra parte i film raccontano gli essere umani, e nell’ esistenza dell’uomo il cibo e la cucina hanno sempre occupato un ruolo importante, non solo come soddisfazione di esigenze primarie ma anche e soprattutto perché capaci di creare occasioni di socialità e condivisione. Sempre più spesso però registi e sceneggiatori, per la costruzione di intrecci o personaggi, attingono e prendono ispirazione da quei contesti in cui il cibo [&hellip

Marco Gavio Apicio. Lo chef ai tempi dei romani
Il nome di Apicio viene spesso citato per designare uno dei primi cuochi della storia del mondo occidentale: vissuto nel I secolo d.C., secondo alcune fonti sarebbe stato il cuoco ufficiale e personale dell’imperatore Tiberio. Sull’ identità e la presunta professione del cuoco si nutrono però diversi dubbi, alcuni studiosi tendono addirittura ad escludere l’esistenza di un unico Apicio: la ricostruzione storica corrente ha, infatti, ricondotto questo nome ad almeno tre personaggi differenti, vissuti in tre epoche diverse. Un Apicio del 161 a.C. che, al contrario del più noto degli Apici, si batteva contro lo sperpero alimentare; il famoso cuoco Marco Gavio Apicio, e infine un omonimo che visse sotto l’impero di Traiano e che viene ricordato per essere stato lo scopritore di un metodo [&hellip

César Ritz, l’ albergatore dei re
Quello di César Ritz è un nome universalmente noto, conosciuto da tutti coloro che lavorano nel campo dell’ospitalità (molte strutture, molti istituti scolastici e professionali sono a lui intitolati) ma anche dai non addetti ai lavori. La fama degli hotel Ritz è tale, infatti, che la catena alberghiera è diventata, nell’opinione comune, sinonimo di lusso e di eccellenza. A questo proposito, al signor Ritz, già alla fine dell’800, venne attribuito il soprannome di “re degli albergatori” e “albergatore dei re”, proprio per sottolineare il livello dei servizi delle sue strutture e il prestigio dei clienti che aveva l’onore di ospitare. César Ritz, cameriere svizzero proveniente da una modesta famiglia contadina, è l’uomo che ha costruito un vero e proprio impero del lusso ma è anche [&hellip

Pellegrino Artusi. Quando il cuoco diventa detective
Pellegrino Artusi (1820 – 1911), letterato e gastronomo, deve la sua notorietà al fatto di essere l’autore di un libro considerato ancora oggi il ricettario della cucina italiana per antonomasia. Il trattato La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene, stampato nel 1891 con una prima tiratura di 1000 copie, fu un successo con pochi precedenti all’epoca, un vero e proprio bestseller, o meglio un longseller se consideriamo che negli anni Trenta del ‘900 continuava ad essere il libro più letto dagli italiani dopo I promessi sposi e Pinocchio. Il successo del libro fu inaspettato per lo stesso Artusi, reduce da un paio di flop piuttosto avvilenti: due testi di critica letteraria (La vita di Ugo Foscolo e Le osservazioni in appendice a trenta [&hellip
Jean Anthelme Brillat-Savarin
Personaggi della ristorazione: JEAN-ANTHELME BRILLAT SAVARIN (1755-1826) “Dimmi quel che mangi e ti dirò chi sei” Vissuto durante la rivoluzione francese, introduce una nuova filosofia di vita legata al cibo. Inventa la figura del “Gastronomo educato” ed enfatizza al massimo l’importanza dell’arte del gusto. Nel suo libro ” la filosofia del gusto” si parla delle utilità delle cognizioni gastronomiche, del buongusto, della differenza fra il piacere del mangiare e il piacere della tavola e degli influssi comportati dal cibo sulla felicità e sulla longevità della vita delle persone. Molte delle sue massime sono entrate nel linguaggio di uso comune
Auguste Escoffier
Nato nel 1846, è stato ribattezzato dall’imperatore di Germania Federico II “l’ “. Anche se la cucina classica deriva da quella medievale francese, Escoffier è considerato il padre di nuovi metodi di preparazione e regole per il servizio che vengono applicati nei ristoranti dei grandi alberghi. Introduce uno stile di cucina caratterizzato da piatti elaborati e presentazioni sontuose dove le vivande vengono servite su un vassoio e sporzionate al tavolo. Questo stile di cucina è stato adottato dalle strutture ristorative fino agli anni Settant
