Lavoro nella ristorazione

Il pizzaiolo

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La pizza è il cibo più conosciuto, diffuso e amato al mondo. Per la sua semplicità e il costo contenuto è un piatto che accontenta davvero tutti: bambini e adulti, profani e gourmand, ricchi e poveri, tutti mangiano la pizza. Secondo la tradizione, questa pietanza sarebbe stata inventata nella città di Napoli dove prese piede come piatto popolare e cibo da strada, consumato dalle frange più povere della popolazione campana. Già dalla fine dell’Ottocento, però, la pizza scavalca i confini regionali e nazionali conquistando con il suo gusto inconfondibile tutto il mondo, diventando l’emblema e il sinonimo della cucina italiana. Il pizzaiolo professionista di oggi ha, quindi, su di sé una grande responsabilità: rispettare e tramandare una tradizione antica, ammirata e imitata in tutto il [&hellip

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Guardare e sfogliare il menu è una delle prime cose che un cliente fa una volta sedutosi al tavolo di un ristorante, ovviamente. Questa semplice considerazione fa capire quanta importanza possa avere un elemento che invece molto spesso viene trascurato dai gestori o dai proprietari dei ristoranti. A volte il menu non è altro che un foglio o fascicoletto scritto alla bell’e meglio, poco curato nello stile e nell’aspetto. Invece è importante sapere che presentare in modo efficace i propri piatti e le bevande della casa può incidere molto sul fatturato e quindi sui profitti di un ristorante, il menu è infatti, se ben fatto, un prezioso e utilissimo strumento di vendita. Qualsiasi cliente, prima di ordinare, vuole farsi un’ idea dell’offerta e delle proposte del [&hellip

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Qual è la prima cosa che vi viene in mente leggendo l’espressione fast food? Hamburger e patatine fritte immagino. Ma se pensate che la ristorazione veloce nel 2014 sia sinonimo solo di cibo spazzatura e che offra esclusivamente panini, polli fritti e bibitoni zuccherosi, beh, siete molto lontani dalla realtà. Oggi il cibo “fast” non è necessariamente anche “junk”, possiamo infatti considerare l’inevitabile correlazione tra i due aggettivi come uno stereotipo ormai legato al passato. I ristoranti cosiddetti “fast food” nascono negli anni Ottanta nei paesi anglosassoni dalla necessità di offrire cibo semplice e veloce da preparare, unito ad un servizio rapido, per far fronte ai nuovi stili di vita, ai convulsi ritmi lavorativi e alla frenesia che invade ogni momento della vita quotidiana, anche [&hellip

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Vediamo insieme quali sono gli chef che hanno avuto maggiore popolarità e più successo nell’ultimo, e negli ultimi, anni in Italia. Alcuni dei nomi che leggerete qui vi suoneranno familiari e a loro assocerete facilmente un viso: da qualche anno ormai il mondo della cucina ha invaso il piccolo schermo, colonizzando di fatto le reti generaliste così come i canali tematici e le piattaforme come Sky. Gare di cucina, competizioni e sfide, ricette in diretta, la tv è tutto un pullulare di chef e aspiranti tali, segno che l’argomento cibo, nonostante l’overdose delle proposte sul piccolo schermo, continua a “tirare”una fetta consistente di telespettatori e, di conseguenza, una folta schiera di commentatori sul web.Ma il successo di manicaretti, pentole e ricette non è solo un [&hellip

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Generalmente quando un cliente ordina dell’acqua in un ristorante o al bar, l’unica scelta che gli si offre è quella che riguarda la presenza o no di bollicine, la classica distinzione tra acqua naturale o frizzante. Ciò dice molto sulla superficialità che regna sull’argomento, sull’approccio ancora molto approssimativo che si ha nei confronti di questo elemento così importante. Non esiste infatti un’acqua uguale all’altra, ogni tipologia ha caratteristiche e sapori diversi, percepibili anche dal palato dei non esperti. Sebbene la capacità di avvertire le differenze sia meno immediata rispetto a quanto avviene per i vini, prestando un po’ di attenzione e soprattutto con l’abitudine, l’esercizio e l’esperienza, si può arrivare a sviluppare una certa competenza in merito. Da queste considerazioni è nata l’esigenza di porre [&hellip

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Quello del cameriere è forse il lavoro più comune al mondo, praticato almeno una volta nella vita dalla maggior parte delle persone. Essendo una mansione che non richiede titoli di studio o specifiche competenze è spesso scelta come lavoretto part-time o serale dagli studenti che si mantengono gli studi, o come lavoro estivo dai ragazzi che vogliono guadagnare qualcosa durante le vacanze. Si tratta comunque di un lavoro impegnativo e pesante, in cui alla fatica fisica si aggiunge lo stress di doversi confrontare costantemente con molti clienti, con tutte le difficoltà che ciò comporta. In realtà è riduttivo considerare il lavoro di cameriere esclusivamente come impiego facile e temporaneo, se esercitato ad alti livelli diventa infatti una professione importante e decisiva per il successo economico [&hellip

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Non tutti i tipi di birra sono disponibili alla spina (ad es. le rifermentate vengono vendute solo in bottiglia), così come alcune sono invece vendute solo in fusti. Esistono diverse tecniche per spillare la birra, generalmente però il bicchiere va tenuto inclinato, il beccuccio del rubinetto non deve toccare il bicchiere e lo strato di schiuma deve misurare almeno 2 cm. La tecnica inglese prevede che il bicchiere sia riempito in questo modo fino all’orlo, facendo poca schiuma. La tecnica tedesca invece prevede il riempimento in più fasi: si spilla una piccola quantità, si attende che la schiuma si riduca un pò, si spilla ancora, si attende e poi si dà l’ultima spillata formando lo strato di schiuma con cui si servirà il bicchiere. Nella [&hellip

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Caipirinha

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Questo cocktail, tipicamente brasiliano, viene preparato con la cachaça, un’acquavite prodotta in Brasile dalla distillazione del succo della canna da zucchero. Sembrerebbe che un mix di cachaça, aglio, miele e limone sia stato impiegato dagli abitanti del Brasile agli inizi del ‘900 per combattere un’epidemia di influenza particolarmente virulenta. Il suo nome pare derivare dal termine con cui venivano indicati in modo dispregiativo gli abitanti più poveri delle zone rurali: caipira. Si prepara con 5 cl di Cachaça, mezzo lime tagliato in 4 spicchi e 2 cucchiaini di zucchero. Da servire in bicchiere old fashioned

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Flair bartending

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Il flair bartending, chiamato anche free style, è una tecnica basata su evoluzioni spettacolari con bottiglie, shaker e bicchieri finalizzata a realizzare drink e intrattenere i clienti. Nato 150 anni fa in America, è diventato famoso grazie al film del 1988 interpretato da Tom Cruise, “Cocktail”. Esistono fondamentalmente due tipi di flair: il working flair e l’exhibition flair. La prima tecnica si basa su movimenti ed evoluzioni che però non si ripercuotono sul servizio; in questo caso il sistema lavorativo è quello dell’american bar, con tutto l’occorrente per la preparazione dei drink a portata di mano. L’exhibition flair invece è una vera e propria pratica sportiva, con tanto di concorsi internazionali, ed è riservato a momenti di intrattenimento della clientela, per la quale si organizzano [&hellip

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Una corretta mise en place inizia con la pulizia della sala e l’organizzazione dei tavoli e del mobilio a seconda dell’occasione. Si procede con la disposizione del tovagliato e con l’allineamento delle sedie, indispensabile per un corretto posizionamento dei coperti. L’apparecchiatura del tavolo prevede diversi tipi di posate, piatti e bicchieri in base all’ occasione e al tipo di menù che si presenta ed eventuali decorazioni e accessori (saliera, numero del tavolo etc). Infine si preparano le attrezzature aggiuntive come il guéridon, il blocco delle comande, il tovagliolo di servizio etc. che verranno impiegate dal personale di sala

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